venerdì 2 febbraio 2018

Asilo nido comunale: forse il lieto fine è vicino. Forse…


 LAVORI PUBBLICI



Nuovo finanziamento regionale per la struttura. La Giunta: “Menomale che Donato c’è…”. Ma non era Silvio?


di Antonello Pentassuglia

 

Anno nuovo, nuovissimo… storia vecchia: quale destino si staglia all’orizzonte dell’asilo nido comunale di Cinquenoci? Dal 2010 ad oggi è stato – prendendo in prestito l’aggettivo utilizzato dal nostro prediletto vicesindaco, nel suo ormai celebre “discorso” di fine anno – nefasto come il nefasto contenzioso sorto con la ditta aggiudicatrice dei lavori: la Edil Zigrino Srl. (Alt! Allarme rosso! Il primo che si imbatte in presunte correlazioni con la ditta “Edile” e titolare del progetto di finanza sul camposanto, va incontro ad un nefasto destino, più che l’asilo… l’esilio! Oppure, bene che gli va, rischia di ritirare le copie del suo giornale dalle edicole per non imbattersi in qualche nefasta querela. Noi vi abbiamo avvisati! Sic). 

Una doverosa cronistoria, eh già, ci tocca. Il 29 novembre 2010, alla sopracitata impresa, per un importo complessivo di 681 mila euro, venivano ufficialmente consegnati i lavori di realizzazione dell’asilo nido. Tempo stimato per la fine dell’opera? Circa 9 mesi, precisamente il 6 agosto 2011. Quasi 7 anni fa… Ora, passi pure l’accentuato ottimismo di celere consegna ma da 9 mesi a 7 anni, si sa, confondersi è un attimo… Non è che tutta questa storia in realtà è soltanto un grossolano equivoco? No, pare proprio di no… Prendendo in considerazione gli ottimi articoli sul tema del nostro Ambrogino Giacovelli e le argute analisi degli iscritti del Comitato Locorotondo per il No, possiamo mettere in luce il forte stato di insolvenza della “Edil” nel liquidare una serie di aziende subappaltate. Tra il 2012 ed il 2015, in ben 14 udienze il Comune è stato citato in Tribunale in qualità di “terzo pignorato”: con determina n. 352 del 5/9/2012, l’Ente pubblico ha liquidato ai creditori la somma di 70 mila euro; circa 170 mila euro con determina n. 103 del 17/02/2014 ed infine, con determina n.220 del 19/04/2013, altri € 83.400,76 per gli enti previdenziali. 

Ma a pensarci bene, pare anche normale che un signorino dotato di quoziente intellettivo nella media – non guardate il sottoscritto - dopo 5 secondi si ponga la scontata domanda: “Ma quanto tempo ci vuole per rescindere il contratto dei lavori?”. Eh sì, ci si arriva ma con calma… il 3 dicembre del 2015! In quella data il sindaco dichiarò: “Finalmente, dopo anni di attesa e spiacenti inconvenienti non ascrivibili all’amministrazione, abbiamo iniziato la procedura di rescissione con la ditta…”, per poi precisare, “opera praticamente finita che è stata ferma per motivi ESCLUSIVAMENTE burocratici e di rapporti giudiziari tra privati”.  La determina che sancirà l’ufficiale risoluzione per gravi inadempienze del contratto stipulato, arriverà quasi un anno dopo: il 18 ottobre 2016

Tornando al primo cittadino ci chiediamo: giustissime le sue considerazioni via social, ma perché la procedura di risoluzione è stata avviata dopo circa 3 anni di ritardo? Un’eternità in termini di sviluppo urbano e roba che “mezz’ora dei martinesi” spostati… A porsi spesso l’analogo quesito è stato il “Comitato Locorotondo per il No” che, nell’agosto scorso con l’ausilio del consigliere comunale M5S Girolamo Grassi, ha richiesto un’interrogazione a risposta scritta dalla maggioranza comunale. Tra le varie disquisizioni, dal Comitato hanno posto argute riflessioni: “Considerando che si fosse ben consapevoli delle insolvenze della ditta, per quale ragione non si è proceduti con la rescissione contrattuale nel dicembre 2012? Così facendo” – puntualizzano – “si sarebbe potuti disporre della polizza che avrebbe consentito il completamento dell’opera… E soprattutto” – si chiedono – “quando ripartiranno i lavori?”. Hanno ragione perbacco! Questi ultimi, va sottolineato, con una lodevole attenzione minuziosa sono sempre stati sul pezzo. 

I riflettori si sono ancor più accesi, d’altro canto, con la nota regionale -  pervenuta al Comune il 21 marzo 2017 - di procedura di revoca del finanziamento originario di circa 540 mila euro, di cui € 444.600,00 già spesi. Sciagura! Anzi, sulla scia di Banfi sono sorti persino gli esorcismi: “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio!”. La risposta firmata e sottoscritta dal sindaco, alla richiesta di lumi congiunta da M5S e Locorotondo per il No, è del 21 agosto scorso. Quest’ultima si rivela una corretta cronistoria dei passaggi di questa vicenda. La giustificante per la maggioranza – a detta loro – sta nel fatto che con il rischio incombente della perdita dei finanziamenti, si è privilegiata la convocazione di conferenze di servizi a cui hanno partecipato i funzionari comunali e responsabili del procedimento, la direzione dei lavori ed i rappresentanti della Edil Zigrino Srl. Come rimarcato nel documento stilato, la ditta più volte ha manifestato la sua volontà di terminare i lavori. Ma tant’è che da non pochi anni la struttura versa in uno stato di degrado: è dal 2012 che mancano “solo” gli arredi ed il completamento della parte esterna… Il sindaco, da noi intervistato nel dicembre scorso, ha dichiarato che sarebbe andato a casa tranquillo dopo la consegna dell’opera alla comunità. E noi gli crediamo. 

In conclusione di arcana faccenda, le recenti e salvifiche (mica Salvini) dichiarazioni via social di Vitt Smaltino: “La solita disponibilità di Pentassuglia, ha consentito, con il mio lavoro, di seguire e recuperare un nuovo finanziamento regionale di 696 mila euro…”. Concludendo: “Permetteranno di completare l’asilo nido e metterlo a disposizione della comunità”. A questo punto non rimane che attendere il nuovo bando di gara. Che mondo sarebbe senza la cara Democrazia Cristiana?

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