sabato 6 gennaio 2018

Tommaso Scatigna:"La mia candidatura? Il nostro territorio merita di essere rappresentato!"

L’INTERVISTA 

"Quella del cimitero è una polemica sterile, i dati sono sotto gli occhi di tutti" 

di Ambrogio Giacovelli 


Buonasera Tommaso Scatigna e grazie per questa intervista. Partiamo con un argomento caldo, quello che ha fatto sobbalzare l’opinione pubblica. Apprendiamo dai social la tua volontà nel candidarti in vista delle elezioni nazionali. 
“Argomento caldo, hai detto bene, e di grande complessità. Al momento non ci sono candidature in Italia; siamo in forte ritardo perché queste sono campagne elettorali molto fisiche e dispendiose. Il tempismo è tutto in questi casi e può succedere che, quando sui nastri di partenza ci sono concorrenti qualificati, chi lo è meno cerca di sminuire l’avversario. Il concetto della meritocrazia è molto relativo, se c’è purtroppo un aspetto della nostra vita quotidiana che lo mortifica ogni giorno è proprio la politica. L’aria però sta cambiando, con il Rosatellum e i collegi nominali, benché ancora pochi, l’elettorato si sta avvicinando alla classe dirigente perché con la preferenza finalmente si conosce a monte il proprio rappresentante. In 231 collegi italiani la gente ha la possibilità di poter vedere un suo prodotto rappresentarla. E non la si può deludere per l’ennesima volta. Sono anni che votiamo una classe parlamentare che conduce sicuramente battaglie onorevoli, ma lontane dalle realtà periferiche. In questo contesto ho deciso di avanzare la mia candidatura scrivendo alla Segreteria del Presidente Silvio Berlusconi e all’On. Gino Vitali, Segretario Regionale in cui credo molto. Sarebbe un peccato se una zona vivace e affamata come la nostra dovesse subire una decisione dall’alto. Bisogna tentare di dare al territorio la possibilità di esprimersi. Il nostro collegio è composto da 15 comuni e io sono anche disposto a collaborare, ma non accetto che il nostro territorio non ottenga alcuna rappresentanza come accade da 20 anni a questa parte”. 

Facciamo un po’ di fantapolitica: tutto va per il verso giusto e Tommaso Scatigna viene eletto. Ricordo un anno fa, in una puntata di Otto E Mezzo su La7 che trattava la riforma costituzionale di Matteo Renzi, Marco Travaglio diceva: i Sindaci quando verranno eletti a livello nazionale, o non faranno bene i Sindaci o non faranno bene i Deputati. Come hai pensato di coniugare le due cariche? 
“Potrei essere d’accordo in linea di massima con la dichiarazione di Travaglio. I parlamentari vanno a Roma 2 giorni e mezzo a settimana (quando non ci sono emergenze), io criticherei piuttosto chi passa tutto il tempo a palazzo Chigi, lasciando la propria terra allo sbando. Non sono il tipo da comportarsi così, passo più tempo al Municipio che a casa mia. Con organizzazione e senso di responsabilità non ci saranno problemi: se il ricevimento è tutti i giorni della settimana tranne il Sabato e la Domenica, a quel punto riceverò i cittadini anche nel weekend, colmando quel gap che potrebbe creare difficoltà. Chiarisco una volta per tutte: il mandato affidatomi dai locorotondesi lo porterò a termine, con o senza candidatura a Montecitorio”. 

Uno sguardo all’Opposizione. Uno dei temi trattati più volte è quello della privatizzazione del Cimitero. Quanto c’è di vero nelle loro accuse? 
“Rispondo con un sorriso. E’ una becera strumentalizzazione. Per prima cosa, il referendum indetto quest’estate dall’Opposizione nel quale oltre 2000 cittadini hanno espresso il proprio dissenso, era volto per lo più sulla costruzione del tempio crematorio, non sulla privatizzazione. Di conseguenza io stesso, rischiando un ricorso dall’azienda che aveva proposto il project financing, scrissi di mio pugno un ordine del giorno in Consiglio Comunale e allungai di un anno la procedura. Da persona responsabile, prima che da Sindaco responsabile, non potevo lasciare inascoltata la voce dei cittadini. Successivamente ho chiesto alla ditta se desiderasse riformulare un progetto che non prevedesse il forno crematorio. Sono passati dei tempi consoni affinché il tutto fosse affinato e la proposta è stata portata in Consiglio. Mi aspettavo da parte delle Opposizioni un atteggiamento diverso. Dire che il Cimitero non sarà più dei locorotondesi è una bugia… attualmente, al 99%, è già privato! Chi vanta proprietà o diritti, resta esattamente nelle medesime condizioni correnti. E non è vero nemmeno che i costi aumenteranno. Con questa operazione otterremo, dal punto di vista patrimoniale, già 100 loculi comunali, in più vi sarà la manutenzione ordinaria e straordinaria (che purtroppo con l’attuale bilancio non è più possibile sostenere) e anche la sale di commiato, senza contravvenire alle circolari del Vaticano che vietano alle Chiese di prestarsi come tali. E la cosa che nessuno ha capito è che alla fine dei 25 anni di concessione, tutto ciò che verrà realizzato e non venduto sarà proprietà del Comune di Locorotondo. Ho voluto dare la possibilità, anche a chi non può permetterselo, di morire con dignità, laddove prima non era possibile”. 

Cambio del servizio di smaltimento rifiuti. Dopo così tante modifiche non crede che i cittadini siano un po’ confusi, soprattutto quelli dell’agro? 
“Il servizio partirà effettivamente da Febbraio. Il segnale che stiamo dando è forte: porteremo anche in campagna il ‘porta a porta’, allo stesso prezzo della vecchia gestione. Se finora le persone anziane o i lavoratori avevano difficoltà a raggiungere i centri di raccolta, dal prossimo anno il rifiuto sarà prelevato a domicilio. Le critiche che stanno piovendo sono paradossali: hanno sempre detto che c’è una differenza abissale tra città e agro, e ora non sarà più così. Io ho fiducia in quello che è il grande segreto della locorotondesità: lo spirito di adattamento e il buon senso. Siamo sempre abituati a cercare il lato positivo delle cose. Mi auguro che il servizio funzioni meglio di quello delle isole di raccolta”. 

Giusto per non farci mancare nulla, un altro cambiamento lo avremo nel regolamento che interesserà i dehors dei locali. 
“C’è già stata una conferenza stampa sull’argomento. I miei Assessori hanno effettuato interventi preziosi, ma a volte devo dire la mia per tutelarli dalla piaga dei ‘mistificatori di professione’. Se chi oggi ha causato tutta questa sovraesposizione, drizzando le orecchie della Sovrintendenza, fosse stato più discreto, probabilmente oggi parleremmo di altro. Non possiamo certo farci amministrare dalla Sovrintendenza, perché le restrizioni a cui ci costringerebbe sarebbero drammatiche, ragion per cui stiamo ragionando su un nuovo regolamento che non castri il buon lavoro turistico fatto finora. Non possiamo consentire a nessuno di venire a dettare le regole a casa nostra, per cui devo riportare le voci degli esercenti e mediare, giungendo ad un compromesso”. 
Sappiamo che c’è stato un vertice con le Forze Dell’Ordine per via di alcuni episodi di microcriminalità avvenuti (PC sottratti alle scuole, rapina in banca, ecc..) 
“Si è parlato di questi episodi e di altre dinamiche, come i furti nelle abitazioni. Ho voluto fortemente questo vertice perché quando la microcriminalità va contro i propri ‘codici d’onore’ e sfocia in criminalità vera e propria, allora io non ci sto più. Locorotondo è un paese che si è sempre difeso dalla delinquenza vera che ci ha circondato negli anni, ma andavano trovati degli strumenti ulteriori. Con la consulenza di esperti abbiamo chiesto di vigilare sulle rotatorie, di fare ronde con lampeggianti accesi, e altri accorgimenti che dovranno aiutarci a restare più tranquilli”. 

Dei progetti del vostro programma elettorale, quale verrà portato avanti? 
“Andrò a casa tranquillo quando avrò consegnato l’Asilo Nido Comunale, quando avrò recuperato il Palazzetto dello Sport e quando avrò almeno iniziato i lavori in Piazza Mitrano”.


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