venerdì 5 gennaio 2018

Giovanni Oliva: "La privatizzazione del cimitero non ha alcun interesse pubblico"

POLITICA

Intervista al capogruppo di Porta Nuova che interviene anche sulla questione dehors e sul servizio rifiuti

di Orazio Perillo


Consigliere Oliva, con l’approvazione del Pubblico Interesse da parte del Consiglio comunale, si procede spediti verso il project financing sul cimitero. Porta Nuova, che ha già promosso una consultazione cittadina e mostrato contrarietà al progetto, come intenderà muoversi ora?
"Per il momento abbiamo cercato di informare i cittadini sul progetto, attraverso la consultazione ed altre iniziative. Dopo le festività natalizie continueremo questa campagna informativa ed agiremo in maniera più stringente per contrastare questa operazione di privatizzazione del cimitero. È evidente per noi che l’interesse pubblico non c’è e che l’intervento miri esclusivamente a tutelare un interesse privato".

Negli ultimi giorni a far discutere è stata la questione dehors. Dopo lo stop della Soprintendenza e lo sgombero delle installazioni, la situazione sembra confusa. Qual è la posizione di Porta Nuova sulla questione?
“La nostra posizione è molto chiara: il sindaco e la maggioranza stanno prendendo in giro tutti i commercianti del centro storico! In conferenza stampa è stata addirittura attribuita la colpa agli stessi esercenti, dichiarando che si sono fatti guerra fra di loro. Ma non si riesce a capire perché in altre città i dehors sono in piedi e non ci sono stati gli stessi problemi riscontrati da noi. La verità è un’altra, ma non vuol essere resa pubblica né dal sindaco, né da chi ha gestito questa situazione: sono stati fatti nell’arco di tre anni (e ora lo si sta rifacendo) tre regolamenti comunali. Questo fa capire che siamo in mano a gente che non sta capendo nulla sul da farsi o forse lo sta capendo molto bene al punto da creare irregolarità. La cosa più preoccupante è che a pagarne le conseguenze sono stati i commercianti che hanno dovuto smantellare le installazioni in periodi di festività. La parte più divertente poi, se così si può dire, è che per l’amministrazione la colpa è sempre di qualcun’altro, ora della Soprintendenza e dei commercianti, in altri casi della Regione, dello Stato, ecc. Per le installazioni dei dehors c’è stato qualcuno che ha rilasciato delle autorizzazioni. La colpa quindi è esclusivamente di chi sta sul comune: se sono state compiute delle irregolarità la sorveglianza spettava al comune, in primis alla politica ed in secondo luogo ai tecnici comunali”.

In più occasioni avete manifestato perplessità sul nuovo sistema rifiuti (che subirà ulteriori modifiche nei prossimi mesi), avanzando anche delle proposte alternative che dalla maggioranza hanno bollatto come impraticabili ed onerose. Cosa risponde?
“Anche su questo punto ci sembra che l’amministrazione non abbia ben chiara la situazione. Alla domanda su quali fossero i costi della nostra proposta ci è stato risposto che non erano stati quantificati precisamente. Allora mi chiedo come si fa ad affermare che la nostra proposta è più costosa dell’altra se non si hanno dei numeri e delle tabelle? Non riesco a capire come mai non sia stato fatto un confronto effettivo dei costi da rendere pubblico, come da noi richiesto. Ora si andrà avanti con questo sistema e abbiamo verificato con i tecnici e i funzionari dell’azienda che non ci sarà alcuna riduzione della tassa rifiuti nei prossimi anni perché i maggiori costi per il porta a porta in campagna saranno coperti con i proventi della vendita dei prodotti differenziati. Quindi si tratta di un sistema che continua a far lievitare i costi e, a parere di tutte le opposizioni, potrà addirittura causare un aumento della tassazione”.

Porta Nuova ha rappresentato nelle ultime elezioni comunali l’area del centrosinistra, contraddistinta, non soltanto a livello locale, da personalismi e divisioni. A più di un anno dalle elezioni, questo progetto sta riducendo tali distanze?
“Il progetto Porta Nuova nasce proprio per ridurle. Negli ultimi venti anni lo scontro è stato soprattutto su personalismi e allora si è fatta l’operazione inversa, costruendo una realtà civica da radicare sul territorio, che ha l’obiettivo di dialogare il più possibile. Le condizioni che si pongono però sono rispetto, educazione e soprattutto quella di lavorare sui contenuti e non sui personaggi perché le squadre si costruiscono attorno alle cose che si hanno in comune e che si vogliono fare”.

Sono in programma nuove iniziative dell’associazione Porta Nuova?
“Dopo lo spettacolo "Molto Rumore per Nulla" ne organizzeremo sicuramente delle altre nel prossimo anno”.

Non sembra un momento facile per il centrosinistra nazionale. Da iscritto al PD, come valuta lo scenario che si sta prospettando in vista delle politiche?
“La situazione è abbastanza confusa. Nessuna delle forze politiche in campo sta prospettando un progetto per il Paese, ci si scontra ma nessuna ha tirato fuori una visione. E questa cosa mi spaventa come persona e come giovane che fa politica. Stiamo assistendo ad un ritorno agli anni 90 e nel centrosinistra vedo troppi arroccamenti sulle proprie posizioni. Mi è piaciuta una dichiarazione di Anna Falcone quando disse che dobbiamo mettere da parte le questioni personali e lavorare su un nuovo modello di Paese, che metta in discussione anche alcuni preconcetti. Ma a sinistra c’è sempre troppa spaccatura e la voglia di far emergere la propria personalità più che un gruppo di lavoro. E questo atteggiamento non lo condivido affatto”.

Un augurio per il 2018…?  
“Spero che il 2018 sia l’inizio di una nuova stagione a livello economico, sociale, culturale perché abbiamo alle spalle un po’ di anni difficili. Ma ritengo che sia a livello locale che nazionale stia emergendo qualcosa di positivo. Spero però che la politica riesca ad intercettare questa positività”.




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