sabato 2 dicembre 2017

Alex Irlando: storia di chi ce l’ha fatta

L'INTERVISTA

Intervista al campione locorotondese di kart 




di Palma Guarini e Ambrogio Giacovelli 

Figlio di un pilota hillclimb, entra in un kart per la prima volta quando ha due anni e mezzo e comincia a competere nel 2007. Stiamo parlando di Alex Irlando, originario di Locorotondo, ormai in giro per il mondo per inseguire la propria passione. 

Alex Irlando: tre aggettivi per descriverti.
“Semplice, determinato e... veloce!”.
Se dovessi spiegare a chi non ti conosce di cosa ti occupi, cosa diresti?
 “Corro in go-kart e sono pilota ufficiale Sodikart, un costruttore di telai francese. Oltre a correre per loro nei più importanti campionati internazionali li aiuto a sviluppare i materiali che poi vendono sul mercato. Per chi non lo conoscesse il karting è il primo passo verso l'automobilismo, ed è quasi uno step obbligatorio”. 
Come nasce la tua passione per la pista? 
“Mio papà correva con i prototipi, quindi per me fare il pilota è stato un passo più che naturale!”.
 Cosa ti piace e cosa non ti piace di questo mondo? 
"È un ambiente tosto e molto competitivo. Siamo in giro per il mondo 11 mesi l'anno per le corse, quindi maturiamo molto più in fretta rispetto ai nostri coetanei. Il lato negativo è che oltre lo sport c'è molta politica. Purtroppo è normale ed inevitabile quando si sale di livello". 
Come si fa a farsi strada in questo mondo? 
"Può sembrare semplice e scontato, ma il modo migliore di farsi strada è vincendo! Io nel mio piccolo ho vinto due anni fa le finali mondiali Rotax a Portimao e sono stato contattato dalla Sodikart, che è il costruttore per cui corro ora. Se non avessi vinto quel titolo mondiale forse ora non sarei qui!". 
Quali sono gli eventuali rischi che corri scendendo in pista? 
"Beh il karting, come il motorsport in generale, ha sempre una componente di rischio molto alta. Dobbiamo accettarla, ma per passione lo si accetta di buon grado". 
Correre in un campionato mondiale ti permette di essere a contatto con persone provenienti da nazioni diverse. Quanto ti ha arricchito questo sul piano umano? 
"Molto! Si conoscono persone con culture ed abitudini diverse. Impari ad apprezzare le diversità culturali". 
Molti dei piloti più vincenti in Formula 1 hanno cominciato proprio dai Go kart, come Michael Schumacher o Fernando Alonso. Hai anche tu in progetto di fare il grande salto? 
"Sì ma personalmente vorrei diventare un pilota professionista nelle corse endurance con i prototipi. La 24 ore di Le Mans rimane il mio più grande sogno!". 
Quanta preparazione fisica e quanta psicologica devi sostenere prima di una gara? 
"Il karting è estremamente fisico, specialmente le categorie con il cambio, quindi ci vuole molta preparazione fisica. Per la parte psicologica diciamo che essendo cresciuto nel mondo delle corse mi viene tutto naturale. Molti piloti si fanno accompagnare da mental coach e preparatori, io ho la mia famiglia che mi sostiene e mi dà forza in tutte le gare!". 
Perché faresti avvicinare un giovane ragazzo a questo mondo? Quali vantaggi ne ricaverebbe? 
"Come ho detto prima, impara sin da piccolo a sacrificarsi, a prendersi le proprie responsabilità e matura in fretta. Questo è il bello dello sport ad alto livello". 
Quali sono i tuoi prossimi progetti? 
"Prossimo anno continuo in karting sempre con la Sodikart nelle categorie OK e KZ. Per il passaggio in macchina ci stiamo ragionando, ma per ora rimango concentrato al 100% sul karting e sugli impegni della prossima stagione".

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