lunedì 9 ottobre 2017

Stagione estiva conclusa: le interviste agli esercenti del borgo

ESTATE 2017 

Regole più rigide e maggiore confronto con le istituzioni

di Zelda Cervellera e Michele Gentile 

Estate con qualche polemica sulle installazioni esterne dei locali. Qualcuno ha accusato gli esercenti di non aver contribuito a mantenere il decoro del nostro borgo. Come coniugare le esigenze degli operatori commerciali con la vivibilità? Vi sentite penalizzati dall’attuale regolamentazione comunale? 

Giuseppe Conte – Docks 101: “Non c’è oggi un regolamento unico a cui attenersi, ci sono norme da ottemperare che risultano differenti ed in conflitto tra di loro a seconda dell’ente di competenza (Comune, Asl, Soprintendenza), esiste un iter burocratico sclerotizzato e farraginoso. Sono anni che chiedo una riscrittura organica del regolamento attraverso un tavolo che coinvolga tutti gli attori in gioco in maniera da giungere ad un insieme di regole snelle, certe e condivise a cui far riferimento.” 

Margherita Curri – Ristorante U’Curdunn: " Ritengo che il turismo debba essere essenzialmente un turismo responsabile, che venga attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica, nel pieno rispetto dell'ambiente e delle culture. L'Amministrazione è stata messa nelle condizioni di porre regole precise, a causa dell’impreparazione degli esercenti ad accogliere la mole di gente. Io non mi sento penalizzata dal nuovo regolamento, in quanto al Ristorante abbiamo cercato di adottare un'organizzazione che non ricadesse sulla vita quotidiana dei nostri vicini. Locorotondo fa parte dei 20 ‘Borghi più belli d'Italia’ grazie alle sue bellezze naturali, al calore e all'accoglienza dei suoi abitanti. Noi abbiamo solo il dovere e l'obbligo morale di continuare a tutelare le peculiarità che hanno reso famoso il nostro paese." 

Giuseppe Campanella – Bar Pasticceria Campanella: “In effetti, come ogni estate, puntualmente sorgono varie polemiche riguardo ai dehors delle varie attività e i cittadini residenti nel centro storico. Penso che bisognerebbe confrontarsi a gennaio e stabilire delle regole che rispettino sia i residenti sia gli esercenti che hanno investito nel centro storico.”

Michele Pinto – Pizzeria Casa Pinto: “Penso che l’unica soluzione sia il confronto anche con i rappresentanti del Centro Storico. Per me è fondamentale il dialogo con residenti e istituzioni. Vale anche per il regolamento appena adottato: un raccordo stretto con le attività avrebbe potuto prevenire alcuni difetti che si sono evidenziati. Ma la stagione estiva è andata benissimo: anche da parte di noi esercenti ci vuole lo sforzo al rispetto delle regole, a non cadere nell’ingordigia occupando sistematicamente più spazio di quanto ci è concesso, soprattutto nelle serate clou. Maggiori controlli sicuramente possono aiutare a ridurre situazioni spiacevoli. Siamo cresciuti insieme coi clienti, dobbiamo fare altrettanto col paese.” 

I rappresentanti istituzionali, in più occasioni, hanno evidenziato la crescita di presenze e quindi di potenziale clientela (in attesa di dati ufficiali che confermino o smentiscano ciò). Per favorire una destagionalizzazione delle presenze, cosa modificare nell’attuale “sistema turistico”? Inoltre, come comunità, siamo culturalmente pronti ad acquisire una vocazione turistica? 

Giuseppe Conte – Docks 101: “La destagionalizzazione è il gioco di ogni fine estate: serve a farci trascorrere il tempo parlando di qualcosa, arrivare a Natale, intravedere la primavera e farci dire alla fine ‘vabbè siamo di nuovo in estate, ne parliamo a settembre che adesso fa caldo’. Non abbiamo un sistema turistico perché nessun amministratore, tranne Giorgio Petrelli, ha mai elaborato una visione su questo tema. Sono i privati, gli imprenditori, le associazioni, i semplici cittadini che hanno fatto crescere questo paese negli ultimi 5 anni. Una classe politica seria dovrebbe ora chiamare a raccolta le tante competenze per disegnare una strategia unitaria di sviluppo del territorio e legare assieme le esperienze. Ma non lo farà perché costa fatica e non è funzionale al consenso politico immediato.” 

Margherita Curri – Ristorante U’Curdunn: “Il problema del turismo a Locorotondo consiste nella sua elevata concentrazione in alta stagione, il che comporta la congestione delle capacità di accoglienza. Anche in periodi di bassa stagione è possibile sfruttare alcune opportunità e attuare strategie che possano aumentare l'attività turistica e l'occupazione. La Regione Puglia mette in atto gli strumenti necessari al tal fine. Destagionalizzare significa riconoscersi come comunità a vocazione turistica. E’ necessario intraprendere un lungo cammino per essere pronti con eventi e servizi durante tutto l'anno. È un compito arduo che vede insieme pubblico e privato.” 

Giuseppe Campanella – Bar Pasticceria Campanella: “La crescita turistica riguarda l’intera Puglia. Crescendo la Puglia cresce anche la Valle d’Itria quindi, di conseguenza, noi come comune possiamo solo migliorare. Ci vuole umiltà sia da parte degli amministratori che da parte di noi esercenti. Pulizia, valorizzazione dei prodotti tipici e attenzione alle varie tipologie di turismo presenti: solo in questo modo si può conservare ma nello stesso tempo migliorare. Ben vengano i concerti e i vari festival ma non bisogna confondere le due cose.” 

Michele Pinto – Pizzeria Casa Pinto: “Locorotondo sta mostrando la sua vocazione turistica, non possiamo che andare avanti puntando su turismo e artigianato e ci vuole una mano seria del pubblico: siamo in ritardo con parcheggi e altre infrastrutture. Nel mese di settembre, per esempio, arrivano ogni giorno in Piazza Mitrano alcune decine di pullman: le persone appena scese hanno bisogno di bagni e navette per muoversi. Ci vuole urgentemente una soluzione che tamponi in attesa di una sistemazione definitiva. Per destagionalizzare noi facciamo il possibile ma ci vuole una mano delle associazioni: è davvero un peccato che non si faccia più la sagra dello ‘gnumeridde’ perché le sagre ben fatte generano un rientro positivo anche per i locali. Anche le attività devono sforzarsi di collaborare di più per promuovere iniziative. Bisogna pensare prima di tutto all’accoglienza, i guadagni verranno di conseguenza.”

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