sabato 2 settembre 2017

L'intervista: Eccellenze Locali

PIZZA, CHE PASSIONE!

Intervista a Michele Pinto, una delle istituzioni della buona pizza a Locorotondo 

di Palma Guarini



In un'atmosfera che sa di famiglia, tra la cura dei dettagli e la passione per le tradizioni, incontro Michele Pinto, uno dei Maestri indiscussi dell'arte della Pizza nel nostro territorio. Negli anni la sua dedizione al “mondo pizza”, così come lui lo chiama, e alla qualità dei prodotti locali gli hanno permesso di diventare una delle tappe obbligatorie per turisti- e non- che si affacciano a Locorotondo.  
Come mai nasce l'idea di “Quanto Basta”? 
Michele PINTO
10 anni fa è stata una piccola scommessa. Nel centro storico non c'erano pizzerie, Locorotondo stava crescendo e rientrava tra i piccoli borghi più belli d'Italia. Abbiamo quindi pensato a questo piccolo locale, per gioco, dal nome “Quanto Basta” perché volevamo fare giusto il minimo indispensabile. Poi siamo cresciuti e, insieme a noi, anche i clienti che ci hanno seguiti.” 

Come ti spieghi il seguito ottenuto in questi anni? 
“Sicuramente ho avuto dei grandi collaboratori, assieme alla mia famiglia che mi ha sempre supportato. Poi la qualità, la ricerca delle farine, i prodotti genuini che noi abbiamo e che bisogna solo riscoprire hanno fatto sicuramente la differenza.” 

Cosa significa per te fare una buona pizza? 
Fare una buona pizza per me è metterci della passione e fare ricerca dei prodotti tutti i giorni. Noi collaboriamo anche con nutrizionisti, con dietologi, diabetologi anche perché adesso bisogna andare sull'alternativo, sui prodotti senza glutine o senza lattosio. È necessario essere al passo coi tempi non dimenticando mai di selezionare i prodotti genuini.” 

In questi anni, come dicevi prima, Locorotondo ha visto un forte incremento del settore turistico. Quali strategie ritieni siano utili per far sì che il turismo continui a crescere? 
“Secondo me è necessaria un po' di collaborazione da parte di tutti. Anche l'amministrazione sta lavorando tantissimo sull'incremento del turismo. Noi, come ristoratori, dobbiamo fare in modo che ci sia collaborazione tra di noi e con i B&b. Io personalmente non sono geloso, anzi non posso che essere contento se si apre una nuova attività nel centro storico perché significa portare gente qui a Locorotondo.” 

Recentemente hai aperto un locale di cucina tipica pugliese in Andalusia a Còrdoba: come mai decidere di portare un pezzo di Locorotondo in Spagna? 
“L'idea è nata davanti ad una tazzina di caffè, con 4 amici, in particolare il mio amico Francesco Perrini che ha delle radici lì. La Spagna ha una cucina di tutto rispetto; loro amano la pasta e la pizza ma non la sanno fare. Quindi, assieme ad alcuni imprenditori del posto, abbiamo deciso di puntare su questa avventura. Abbiamo aperto la prima settimana di dicembre, abbiamo portato un nostro pizzaiolo di Locorotondo, abbiamo trovato dei cuochi del posto bravissimi e abbiamo insegnato loro la tecnica della nostra cucina tradizionale. È una bellissima esperienza. Còrdoba, poi, è meravigliosa: è una città che assomiglia tantissimo a Locorotondo, ha un centro storico fiorito e bianco e ha anche tre siti Unesco.” 

Quale consiglio daresti a chi vuole intraprendere un'attività di successo come la tua? Conoscenza è la parola d'ordine. Il food cost, cioè creare il costo di un piatto, è la cosa più importante nel nostro settore. Poi è fondamentale trovare del personale che ama questo lavoro. Io dico sempre ai miei collaboratori che vorrei che ogni giorno i clienti vengano trattati così come quando hai degli ospiti a casa tua. D'estate siamo in 20 a lavorare, abbiamo creato una famiglia e forse questo viene percepito anche dall'esterno!”

È questa la sensazione che trasmettono locali come “Casa Pinto” o “Quanto Basta”: essere in famiglia, in un posto accogliente e con il languorino in bocca. Auguriamo a Michele e alla sua intraprendenza ancora tanta voglia di mettersi in gioco e di stupirci, portando Locorotondo e la buona pizza in giro per il mondo.

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